Car-sharing
cambiano
i concetti di possesso e utilizzo dell'auto

Il Car-sharing,
ovvero auto in condivisione, è un servizio che può cambiare l'idea
corrente di mobilità.
Solo in Europa l'80% dei veicoli che
circolano in città viaggia non più di sessanta minuti al giorno
trasportando in media 1,2 persone. Se un utente potesse usare un'auto
solo per il tempo necessario di modo che più persone possano usufruire
della stessa auto, diminuirebbero le vetture in circolazione e
aumenterebbe il numero dei parcheggi disponibili pur mantenendo
inalterate le comodità garantite dall'utilizzo di un mezzo privato negli
spostamenti individuali.
Abituati a fare quotidianamente i
conti con il traffico cittadino o con mezzi pubblici sovraffollati che
spesso non coprono a sufficienza le aree urbane, tutto ciò può sembrare
un sogno irrealizzabile, in realtà è proprio questo il principio che
ispira il car-sharing. Il servizio si basa, infatti, sull’idea di
comprare l'uso effettivo dell’auto anziché il mezzo stesso, in questo
modo si riducono sensibilmente i danni ambientali causati dalle
autovetture e i costi sostenuti dai cittadini per spostarsi. Questo
servizio, infatti, non solo mette a disposizione auto che rispettano
tutte le norme vigenti in materia di ecologia, ma esonera anche l’utente
dalle restrizioni della circolazione come ad esempio le targhe alterne,
le domeniche ecologiche ecc., consentendo anche libero accesso alle ZTL
(Zona a Traffico Limitato). Contemporaneamente, inoltre, consente
l’aumento del numero dei posteggi a disposizione e le opportunità di
scelta dell'utente nonché grandi risparmi economici visto che abbatte
completamente i costi fissi legati al possesso dell'automobile quali
bolli e assicurazioni, costi di manutenzione e spese per il carburante
che è già compreso nelle tariffe.
Il Car-sharing prevede un circuito di
abbonati che condividono un parco di vetture disponibili su più
parcheggi. La medesima vettura, dopo essere stata prenotata ad un call
center operativo 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno, viene utilizzata
singolarmente da più persone nell'arco della giornata per il tempo
realmente necessario, sia in città che fuori.
Tale servizio è in uso negli Stati
Uniti dalla fine degli anni novanta ma l’idea è decollata solo
nell’ultimo anno al punto che la Flexcar e la Zipcar, le due società
leader nel settore, hanno dichiarato di aver raddoppiato nel 2006 il
loro fatturato rispetto all’anno precedente.
In Italia invece,
dove il servizio non è ancora così utilizzato, è stato avviato da
I.C.S. (Iniziativa Car Sharing) un progetto, promosso dal Ministero
dell'Ambiente, che prevede una convenzione tra Comuni e Provincia
volta a ridurre l'utilizzo delle auto private e il tasso di
inquinamento nei centri urbani. Se si pensa che ogni automobilista
che passa al car-sharing riduce del 30-50% i propri consumi, che
ogni automobile condivisa
consente una riduzione della circolazione di almeno 10 auto private
e che il 54% degli abbonati vende la propria seconda auto, mentre il
13% rinuncia all'acquisto della prima, non è difficile immaginare
gli enormi vantaggi che potrebbe portare l’utilizzo su larga scala
del car-sharing. Si avrebbe non solo una drastica riduzione delle
emissioni dei gas inquinanti, ma anche strade sgombre, più pulite e
quindi città più belle ed accoglienti. Ecco dunque spiegato l’interesse
delle Amministrazioni per un progetto che potrebbe aiutarle e
risolvere molti dei problemi cui non riescono a far fronte.
Rosa Maria
Rubino

